Disco esterno in sola lettura: guida forense completa per proteggere i dati e preservare le evidenze

diskpart-set-readonly
Categories: Curiosità, Info utili, Informazioni tecnichePublished On: 19 Marzo 20263 min read
Categories: Curiosità, Info utili, Informazioni tecnichePublished On: 19 Marzo 20263 min read

Guida tecnica e forense su come utilizzare un disco esterno in sola lettura: metodi hardware e software, rischi, best practice e procedure professionali per il recupero dati.

Introduzione

Nel contesto del recupero dati e delle analisi forensi, l’accesso a un disco deve avvenire senza alterarne lo stato originale. Anche una semplice operazione di sistema può modificare metadati critici, compromettere evidenze o rendere irrecuperabili porzioni di dati.

L’utilizzo della modalità sola lettura (read-only) è quindi una pratica fondamentale per garantire:

  • integrità del supporto
  • non alterazione delle evidenze digitali
  • ripetibilità dell’analisi

Perché la sola lettura è fondamentale

In ambito forense, il principio è chiaro:
mai lavorare sul supporto originale in scrittura

Rischi reali:

  • aggiornamento automatico della MFT (NTFS)
  • scrittura del journal (USN, EXT journal, ecc.)
  • modifica timestamp (MAC times)
  • interventi automatici del sistema operativo (indexing, thumbnail, antivirus)

Metodo 1 – Write Blocker hardware (standard forense)

Si tratta di un dispositivo hardware che impedisce fisicamente qualsiasi scrittura verso il disco.

Vantaggi

  • protezione reale (non bypassabile via software)
  • standard accettato in ambito legale
  • indispensabile per perizie

Svantaggi

  • costo
  • necessità di hardware dedicato

Considerazione critica

Se stai lavorando senza write blocker, non sei in un contesto forense puro.


Metodo 2 – Windows (DiskPart)

Limiti (importante)

  • non blocca scritture a basso livello
  • alcuni driver/software possono aggirarlo
  • Windows può comunque scrivere metadata in certe condizioni

Procedura: utilizziamo il Prompt dei Comandi (cmd) in modalità Amministratore

La procedura può proteggere da scritture involontarie da parte degli utenti ma potrebbe essere disattivata da software di scrittura o formattazione a basso livello. Anche windows potrebbe utilizzare l’unità all’insaputa dell’utente.

Lista dei comandi da eseguire, sostituire la X con la lettera dell’unità da utilizzare in modalità lettura:

  1. diskpart
  2. list disk
  3. select disk X
  4. attributes disk set readonly
  5. A questo punto verifichiamo se la modifica ha avuto successo: attributes disk

Metodo 3 – Linux (approccio più affidabile lato software)

Lista dei comandi da utilizzare con il terminale di linux (sostituire sdX1 con la sigla dell’unità da proteggere):

  1. Montaggio in sola lettura: mount -o ro /dev/sdX1 /mnt/disco
  2. Blocco dispositivo: hdparm -r1 /dev/sdX
  3. Verifica: hdparm -r /dev/sdX

Vantaggi

  • maggiore controllo rispetto a Windows
  • ambiente più adatto ad analisi forense

Limiti

  • comunque software → non assoluto
  • attenzione a automount (disabilitare)

Metodo 4 – macOS

Lista dei comandi da utilizzare con il terminale (sostituire diskX con la sigla dell’unità da proteggere):

  • Montaggio in sola lettura: diskutil mount readOnly /dev/diskX

    Nota

    macOS tende a essere meno “invasivo” di Windows, ma non è un ambiente forense puro.


    Differenza critica: sola lettura logica vs fisica

    TipoLivelloAffidabilitàUso
    SoftwareOS-levelMediaAnalisi preliminare
    HardwarePhysicalAltaForense / legale

    Errori critici

    • Collegare il disco direttamente a Windows
    • Aprire il disco con Explorer → scrittura immediata
    • Lanciare CHKDSK automaticamente
    • Usare software recovery sul disco originale
    • Non isolare il sistema (rete attiva → possibili scritture)

    👉 Anche un accesso “in lettura” da GUI può generare scritture invisibili.


    Procedura forense corretta

    1. Collegamento tramite write blocker
    2. Identificazione dispositivo (hash iniziale se possibile)
    3. Creazione immagine forense:
      • RAW (dd)
      • E01 (EnCase format)
    4. Verifica hash (MD5/SHA256)
    5. Analisi SOLO sull’immagine
    6. Conservazione originale intatto

    Caso reale

    In molti casi di recupero dati:

    • un disco viene collegato a Windows
    • il sistema aggiorna automaticamente la struttura NTFS
    • file parzialmente recuperabili diventano irrecuperabili

    Questo accade spesso su:

    • dischi con settori instabili
    • file system corrotti
    • RAID degradati

    Conclusione

    La modalità sola lettura non è un’opzione, ma una necessità operativa.

    Sintesi:

    • Software → utile ma non sicuro
    • Hardware → unico approccio realmente forense

    Se l’obiettivo è preservare dati o evidenze:
    qualsiasi scrittura, anche minima, è un rischio concreto


    Approfondimenti

    Views: 250

    continua a leggere...

    Articoli correlati